Beppe Fenoglio

Bruno Gambarotta
Scrittore e giornalista

Esiste un sistema per scoprire se il tuo interlocutore è un patito di Beppe Fenoglio: iniziare uno dei suoi incipit. Tu dici: “Alba la presero in duemila il 10 ottobre…” e l’altro completa: “e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944”. Così inizia I ventitré giorni della città di Alba, il primo libro di Beppe, il numero 11 dei “Gettoni” diretti da Elio Vittorini per Einaudi, uscito nel marzo 1952.

Fenoglio, nato ad Alba il 1° marzo 1922, ha giusto trent’anni. Figlio di un macellaio, al liceo Govone è stato allievo del filosofo Pietro Chiodi che lo spronerà a farsi partigiano. L’esperienza centrale della sua breve vita e il motore primo della sua bruciante vocazione di scrittore: “la più semplice delle mie pagine nasce dopo otto ore di rifacimenti”, dirà a Italo Calvino, l’amico che lo sosterrà nelle sue travagliate vicende editoriali, con Einaudi e Garzanti che si fanno la guerra.

La lingua madre di Fenoglio era il piemontese. L’italiano imparato a scuola era quello tronfio e vanaglorioso del fascismo. Così, quando Beppe, in prima ginnasio, scopre la lingua inglese, se ne innamora e s’immerge nella letteratura del periodo elisabettiano. Sarà la passione divorante per quella lingua lontana nel tempo a dare sostanza e nerbo a una scrittura dal respiro epico destinata a diventare in breve tempo un classico contemporaneo. Al punto che il suo capolavoro, uscito postumo nel 1968 da diversi manoscritti con varie date, Il partigiano Johnny, darà vita a studi e ipotesi di filologi e critici, riservati di solito ai grandi autori del passato.

Racconta la sorella Marisa che Beppe trascorreva parte della notte a scrivere, accendendo la sigaretta con la cicca accesa della precedente. Procurandosi un cancro ai bronchi che lo porta a morire alle Molinette di Torino nella notte del 18 febbraio 1963, pochi giorni prima di compiere 41 anni. Tre mesi dopo sarebbero arrivate dagli Stati Uniti le prime conferme del nesso di causa ed effetto fra il tabacco e il cancro ai polmoni.