In questi anni interventi, sia di valenza sanitaria sia sul versante delle forniture igieniche e alimentari, hanno interessato l’Africa, l’Asia e l’America Latina: dal Kenya al Madagascar all’India, alla Birmania, al Guatemala. Attualmente International Help segue progetti in varie parti del mondo.

Cuba
A Santiago de Cuba, al fianco di Caritas cubana, il “Comedor n.5”, struttura che fornisce alimenti, farmaci e attività sociali a circa 150 anziani indigenti, curando l’alimentazione, l’igiene, la creazione di strutture d’incontro e le spese di ricostruzione e manutenzione delle case, spesso danneggiate dai frequenti uragani. E’ in programma un intervento di promozione culturale e d’incontro con associazioni giovanili cubane mirato all’interazione e allo scambio tra giovani e anziani e al recupero della memoria storica.

Etiopia
In collaborazione con le Missioni Don Bosco, International Help ha realizzato:
- Una mensa per 300 bimbi e una trentina di mamme a Dilla, nel sud del Paese. Un’altra mensa a Adami Tullo, per 550 studenti.
- La fornitura di risorse alimentari nei periodi di carestia a Zway.
- Lo scavo di pozzi e l’assistenza all’ospedale di Abobo nel Gambela
- L’apertura di due nuove mense per 200 bimbi nel Gambela.


Brasile
Il Brasile è diventato un nuovo crocevia di migranti provenienti da Bolivia, Venezuela e Haiti, addirittura dall’Africa. A questo popolo fragile la Chiesa cattolica nella sua veste migliore offre una fondamentale assistenza. Sia agli adulti che ai bimbi. Ospitalità, cibo, scuola.
A Cuiabà nel Mato Grosso opera il nostro grande amico padre Mauro Verzeletti. Già responsabile in Guatemala della Pastorale Migranti, è stato costretto a tornare in Brasile da minacce di morte sempre più forti.

Guatemala
L’impegno di International Help in Guatemala è iniziato nel 1997 sostenendo le attività sociali della parrocchia di Cristo Nuestra Paz nel poverissimo barrio di El Limon. L’associazione ha accompagnato la parrocchia diretta da don Piero Nota nel suo impegno sociale per dieci anni, fino al ritorno in Italia di don Piero a causa delle sempre più insistenti minacce di morte da parte della criminalità locale. Successivamente l’associazione ha sostenuto l’attività di padre Mauro Verzeletti contro la tratta di migranti. Purtroppo le minacce hanno obbligato anche Mauro a lasciare il Guatemala.
Da qualche anno la nostra attenzione è volta al sostegno della Guarderia (asilo) aperta a tutto il quartiere con distribuzione di alimenti e sostegno sociale ai poveri della “Zona 18” della capitale guatemalteca.


Afghanistan
In Afghanistan le ragazze, oltre a subire infinite altre limitazioni alla libertà, non possono frequentare le scuole superiori, lavorare, uscire da sole… In alcune aree del Paese, come a Ghazni, i capi villaggio sono riusciti ad ottenere dai Talebani il ritorno a scuola delle studentesse, ovviamente velate, ma in aule fredde, disadorne, non equipaggiate. Stiamo facilitando e finanziando la ripresa degli studi per le ragazze di nove scuole con banchi, sedie, stufe, legna, riparazioni.
A Kabul abbiamo sostenuto per molti anni la “Clinica dell’Amicizia” che assisteva ogni anno circa 30.000 donne e bimbi nel distretto 13 della capitale afghana, in una zona priva di strutture igienico sanitarie. La struttura era inoltre impegnata in campagne, che in quella situazione richiedono molto coraggio, come le vaccinazioni, invise ai Taliban, e a favore dei diritti della donna, a partire dalla contraccezione e dal parto responsabile.

Pakistan
In Pakistan, nell’area di Quetta, molti ragazzi di ambo i sessi, di etnia Hazara, sfidando l’oscurantismo degli estremisti religiosi percorrono a piedi decine di chilometri da villaggi remoti per raggiungere la loro scuola. Solo l’affitto di un pulmino permetterà a studentesse e studenti di proseguire gli studi. Abbiamo iniziato ad aiutarli e lo faremo almeno durante tutto il 2025, se il contesto molto problematico lo permetterà.


Kurdistan
International Help ha realizzato un programma di sostegno al popolo kurdo per supportare, in forma economica e con l’invio di attrezzature, sanitarie e di prima necessità, l’ospitalità data sul loro territorio a oltre 1.800.000 rifugiati provenienti da territori confinanti occupati dalle forze di Daesh.
Nel 2024 ad Akre, nel Kurdistan irakeno, prosegue il nostro supporto alla crescita del nuovo ospedale per la cura della talassemia, patologia molto diffusa in quell’area.
