Aiuti in Guatemala

Sono stati inviati nel mese di novembre 2021 3.000 euro a padre Mauro Verzelletti, coordinatore della Pastorale migranti della Chiesa Cattolica a Città del Guatemala, finalizzati alla campagna di contrasto alla tratta di esseri umani e al sostegno delle migliaia di migranti che si affollano nella capitale provenienti da tutto il Centro America, ma anche da Haiti e addirittura dal Brasile.

3.000 euro sono stati inviati inoltre a suor Gobinda Aldana per la fornitura di cibo alle tante famiglie guatemalteche prive di cibo dopo la scomparsa dell’economia di strada, causata dal permanere della pandemia di COVID-19.

Aiuti ai profughi afghani e riconoscimento da parte dell’Ambasciata afghana

Dopo il concerto del duo Tallini-Piana svoltosi a Torino il 5 novembre 2021, sono stati consegnati a una famiglia di profughi circa 1.400 euro come sostegno al difficile percorso di integrazione nel nostro Paese.

Sono poi stati inviati a Roma a partire dal mese di settembre scorso una dozzina di grandi pacchi di abbigliamento a favore dei profughi afghani, fuggiti da Kabul con scarsissime scorte di indumenti. 

Altre iniziative a sostegno della popolazione afghana soprattutto sul versante della denuncia delle violazioni dei diritti umani sono previste nei prossimi mesi.

In data 8 novembre 2021, inoltre, l’ambasciata afghana, per ora ancora gestita dal rappresentante del governo legale rovesciato dai Talebani, ci ha consegnato un Certificato di gratitudine e riconoscimento per l’attività svolta negli ultimi tredici anni dalla Clinica dell’Amicizia Italia-Afghanistan nel Distretto 13 di Kabul.

Aiuti a Cuba

Nel mese di novembre 2021, sono stati inviati a Cuba tre scatoloni di antibiotici e altri farmaci per sopperire alla cronica carenza di queste tipologie di medicinali aggravatasi in maniera gravissima negli ultimi mesi a causa della pandemia di COVID-19.

La prevista riapertura dei voli tra l’Europa e Cuba di fine 2021 dovrebbe permetterci di riprendere appieno il percorso di aiuti consolidatosi a partire dal 2005.

Concerto per l’Afghanistan

Per gli amici del popolo afghano abbiamo organizzato il 5 novembre 2021, un concerto jazz del duo Stefania Tallini – Franco Piana.

Ecco alcune foto dell’evento:

International Help a L’Italia con voi

Oggi, 19 ottobre, è andata in onda su Rai Italia – il canale Rai trasmesso via satellite in tutto il mondo – la puntata di L’Italia con voi in cui sono stati intervistati Gianni Sartorio, fondatore e presidente della International Help Onlus, medico radiologo e Abdul Jabbar Mustafa Fatah, volontario e architetto, in collegamento dal Kurdistan Iracheno, per approfondire le condizioni di vita dei curdi nella regione. 

La puntata è disponibile su Rai Play a questo link. Potrebbe essere necessario registrarsi.

Bartolomeo Cavarozzi

Bartolomeo Cavarozzi
(Viterbo c. 1587 – Roma 1625)

Sacra Famiglia

Olio su tela, cm 174 x 130

Questo strepitoso dipinto, vertice della pittura caravaggesca e una delle più importanti opere conservate alla Pinacoteca Albertina, ha un’accertata provenienza genovese: è infatti attestato nel 1706 nelle collezioni dei nobili Saluzzo, da cui viene poi alienato ai Balbi. Intorno al 1823 le figlie di Costantino Balbi cedettero gran parte della collezione avita e fu probabilmente in quell’occasione che il dipinto (insieme ad altri ex Balbi) pervenne a monsignor Mossi di Morano. È possibile che in una fase precedente il quadro provenisse dalla Spagna.

La Madonna e il Bambino campeggiano monumentali in primo piano, mentre San Giuseppe è in posizione lievemente arretrata, parzialmente avvolto nell’ombra.

Il profondo naturalismo con cui sono condotte le figure e le stoffe (si noti la luminosità abbacinante del panno che avvolge il Bambino, degna di Orazio Gentileschi), memore dei modelli diffusi a Roma dal Merisi, è appena attenuato dalla ricerca di bellezza idealizzata nel volto della Madonna, mentre la posa della Madre e del Figlio rimanda a una chiara suggestione di un classico capolavoro del ‘500, la Madonna della seggiola di Raffaello. Si tratta di un primo superamento della totale ortodossia caravaggesca cui Cavarozzi aveva aderito nelle opere più giovanili.

Del dipinto esistono numerose varianti autografe e di scuola.

Tutte Storie!

Un progetto a cura di Emi Tempesta

Il progetto “TutteStorie! Ma allevate all’aperto” nasce da un interrogativo: se un’attività artistica, in particolare la scrittura, possa essere finalizzata a vantaggio di uno scopo solidaristico. Certo la soluzione più ovvia sarebbe donare a un’organizzazione non lucrativa quel poco o quel tanto ricavato dalla pubblicazione di un’opera letteraria. Ma se l’obiettivo più ambiziosamente puntasse ad allargare la platea degli estimatori del lavoro di una Onlus? Questa scommessa è stata accettata da chi scrive, che ha scelto di firmare il progetto con il nome d’arte Emi Tempesta e che ha accentrato il focus della sua iniziativa su International Help Onlus. Lo faccio richiamando l’attenzione dei lettori sul calendario degli interventi umanitari, sulle loro efficacia, sulle urgenze più incalzanti. Dalla metà dello scorso luglio, dopo aver lanciato il progetto su Facebook, pubblico su un sito web, con scadenza periodica, una selezione inedita di “i primi undici racconti… e uno scoop”, intitolata “Le ragioni di Antonia”. Sul social posto dei brevissimi flash sulla natura e la trama dei racconti alternandoli a post sulle attività della Onlus. Ed anche il sito web è centrato, nell’illustrazione del progetto, sul sostegno della Onlus.

Pagina Facebook: Emi Tempesta

Link del sito web: http://leragionidiantonia.com

Defendente Ferrari

Defendente Ferrari
Chivasso (1480? – post 1540)

Adorazione del Bambino
Olio su tavola, cm 240×130

L’opera, di committenza Gromo di Ternengo e anticamente posta sull’altare maggiore
della chiesa di San Domenico a Biella, viene generalmente datata tra il 1496 e
il 1500, quindi molto precocemente nell’ambito della lunga carriera di Defendente.

Raffigura la madonna in adorazione del Bambino (posto su un lembo del manto, un
motivo di origine nordica), con i santi Giovanni Battista, Domenico, Francesco, Stefano
e Giacomo; a sinistra è dipinto un santo vescovo con la forza di un ritratto. Per la qualità
e il perfetto equilibrio compositivo è da considerarsi uno dei più alti raggiungimenti
del pittore chivassese e dell’intero rinascimento in Piemonte. Si tratta di un dipinto
estremamente colto e sofisticato dal punto di vista della comunicazione visiva.

La scena sacra è ambientata – con perfetta soluzione prospettica – sotto un ampio
portico a pianta centrale con decorazioni classicheggianti e prosegue in profondità
con una fuga di edifici chiusi in fondo da un bel palazzotto rinascimentale. Il portico,
una specie di cappella aperta, sembra in diretto contatto con invenzioni bramantesche
forse studiate dal vero, a partire da S. Maria presso S. Satiro a Milano per finire a derivazioni
sul tipo dell’Incoronata di Lodi.

La datazione corrente sembra piuttosto alta per un pittore la cui data di nascita
secondo la critica recente si deve porre intorno al 1480 se non poco dopo (anche per
la presenza in alto di decorazioni classicheggianti con sfingi, di gusto pienamente cinquecentesco),
per cui verosimilmente andrà ritardata di qualche anno.

Report dall’ospedale di Abobo, in Gambela

Dall’inizio del 2021 abbiamo iniziato il sostegno all’ospedale di Abobo (Gambela), con l’invio di 900 euro mensili oltre a un contributo per spese extra, come i ricambi per l’ambulanza. Ecco il rapporto inviatoci a proposito degli ultimi tre mesi (secondo trimestre 2021):

Di seguito un breve video di ringraziamento dei “brothers” dell’ospedale:

Giovanni Martino Spanzotti

Giovanni Martino Spanzotti
(Casale 1455c – Chivasso 1528)

San Francesco, Sant’Agata e un donatore
Tecnica mista su tavola, cm 128 x 60

Questa bellissima tavola costituiva lo scomparto in basso a sinistra di un grande polittico a sei scomparti (più la predella) commissionato dalla famiglia dal Ponte, smembrato e disperso in varie sedi: la tavola centrale con S. Andrea e quella laterale destra con i SS. Caterina d’Alessandria e Sebastiano sono conservati alla Pinacoteca di Brera, i due più piccoli in alto (a sinistra i SS. Nicola da Tolentino e Giovanni Battista, a destra i SS. Evasio e Pietro Martire) alla national Gallery di Londra, mentre quello centrale, con l’Adorazione del Bambino si conserva presso una collezione privata.

La chiesa e il convento di San Francesco a Casale furono oggetto delle soppressioni napoleoniche e il polittico fu forse smembrato in quell’occasione: da lì il solo pannello con il ritratto del committente potrebbe essere stato acquisito dai Mossi di Morano, come ricordo di famiglia (i dal Ponte erano loro antenati).

Le figure, caratterizzate, specialmente la Sant’Agata, da un colore brillante e luminoso, si stagliano sullo sfondo di paesaggio collinoso con notevole presenza scenica e intensità negli sguardi rivolti allo spettatore, mentre il profilo del committente a sinistra si caratterizza come uno dei più bei ritratti del primo rinascimento piemontese per acutezza d’indagine naturalistica. Spanzotti dà anche prova di muoversi a proprio agio con la prospettiva, come si evince dalla perfetta scansione del magnifico pavimento marmoreo intarsiato.